15.2 C
Rome
martedì, Settembre 27, 2022

Come gestire la burocrazia del commercio online?

Sempre più persone si domandano come poter utilizzare il commercio online per ampliare il loro business.

Eppure, quello che molti non sanno è che la vendita di prodotti online è soggetta a numerose leggi ed è indispensabile essere in regola in caso di eventuali controlli.

Se lavori nel commercio elettronico non puoi non conoscere come gestire la burocrazia e la normativa legata a questa tipologia di attività. Vuoi scoprire alcune regole?

  • 1 Se hai un sito non puoi parlare di vendita occasionale

Sono molte le persone che affermano che entro i 5.000€ incassati all’anno si possa ricorrere alla famosa “prestazione occasionale”, ma non è così.

Infatti, la prestazione occasionale è, come dice il termine stesso, svolta in maniera sporadica.

Ebbene, avere un sito web nel quale vendi prodotti o servizi rende la tua attività abituale e, di conseguenza, è necessario essere in possesso di una Partita IVA.

Discorso differente se si parla di alcuni marketplace, come Ebay o Vinted che consentono di vendere online oggetti in modo saltuario.

  • 2 Se vendi all’estero devi avere il VIES

Un secondo punto che devi tenere a mente per non rischiare ripercussioni con l’agenzia delle entrate riguarda il VIES, ossia l’iscrizione comunitaria necessaria per effettuare operazioni intracomunitarie.

L’iscrizione al VIES è obbligatoria se vendi online al di fuori del territorio italiano a persone residenti in un altro stato europeo.

  • 3 L’obbligo di avere la PEC per aprire un e-commerce

Se vuoi aprire un e-commerce devi procurarti una PEC che ti servirà come indirizzo e sede virtuale del tuo store online.

Non sai come aprire una PEC? Non preoccuparti! Si tratta di un’operazione estremamente semplice: si apre come una normale casella di posta elettronica.

  • 4 Quattro punti fondamentali: codice ATECO, Camera di Commercio, SCIA e INPS

Siamo arrivati ad una fase fondamentale della costituzione del tuo e-commerce: la scelta del codice ATECO.

Con questo termine facciamo riferimento ad un codice numerico che identifica nel dettaglio l’attività che andrai a svolgere con la tua Partita IVA.

Il codice ATECO previsto per l’e-commerce è 47.91.10, che corrisponde all’attività di commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet.

Insieme all’apertura della Partita IVA, dovrai anche procedere con l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, al costo di circa 100€ annui e alla presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) all’ufficio SUAP del tuo Comune.

Infine, dovrai iscriverti alla gestione commercianti dell’INPS versando i contributi con cadenza trimestrale.

Attenzione: se rientri tra i beneficiari del regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi da versare.

  • 5 Scegli il giusto consulente fiscale

Ultimo punto, ma non meno importante: la scelta del consulente fiscale che si occuperà di tutti questi adempimenti per te.

Come avrai capito, aprire e gestire un e-commerce richiede la conoscenza di diversi aspetti burocratici e, di conseguenza, affidarsi ad un professionista è una scelta vantaggiosa.

In questo modo, sarà lui ad occuparsi per te di tutte le incombenze burocratiche e fiscali e tu potrai dedicarti al 100% alla tua attività imprenditoriale.

Ad esempio, con Fiscozen, puoi ricevere la consulenza da parte di un esperto fiscale in modo gratuito e senza impegno, per avere risposta a tutti i tuoi dubbi sulla Partita IVA.

Redazionehttps://salariasportvillage.it
Online dal 2009, attivi dal 2001. Ricerchiamo, creiamo e analizziamo le migliori notizie da proporre ai nostri lettori. Con uno sguardo critico e attento. Tutte le notizie riportate passano attraverso un processo di fact checking accurato.
ultimi articoli
Articoli correlati

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here